La favola del computer

C’era una volta un signore che per la prima volta in vita sua possedeva un computer personale, un modesto ma efficiente portatile (FreeDOS).

Lo aveva acquistato su Amammazon, insieme alla licenza Uindovs sette, il mouse e un tappetino nero perfettamente abbinato. Gli monta pure un altro banco di RAM e vedi adesso com’è efficiente, tutto regolato, con soltanto le applicazioni che gli servivano, così il PC non si inchiommava. Era tutto in ordine e tutto funzionava bene. Mai questo signore si sarebbe immaginato che dopo qualche mese avrebbe letto l’inaspettato avviso che la copia di Uindovs non è autentica, Build 7601, sfondo del desktop lugubre nero. Questo signore noi non lo sappiamo, ma forse era un poco fessacchiotto, fatto sta che non essendo un delatore decide di contattare prima, tramite Amammazon, il rivenditore dal quale molti mesi prima aveva acquistato la licenza Uindovs sette originale (stava scritto proprio che era originale), ma al quale in ogni caso non aveva richiesto la fattura, perché di solito i signori credono a questi fatti dell’onore, della dignità della persona ecc., e quindi pensano che chiedere queste carte da notai sia quantomeno fastidioso, perché è come dire che io non mi fido di te, ed è brutto. Il signore contatta il rivenditore, il quale non se lo caca proprio, non gli risponde. Noi non lo sappiamo, ma forse questo signore era ‘nu poco strunzo, fatto sta che prova a contattare Maicrosoft, descrivendogli la natura del problema. Il signore non viene cacato nemmeno da Maicrosoft, forse giustamente. Dobbiamo ora sapere che siccome al signore dava fastidio che sull’unico PC suo che possedeva appariva ‘stu sfaccimm’ r’ avviso ogni due e tre ché il software potrebbe essere contraffatto, e non fidandosi di alcune soluzioni lette su internet che dicevano di aprire il prompt dei comandi e digitare questo e quello, dobbiamo ora sapere che questo signore aveva deciso di installare Ubbbuntu a fianco a Uindovs sette, nella versione precedente più stabile ché qua già stamm’ bell’. (Ma tu stai ancora leggendo veramente? Vabbuò, sto per finire: viene avviata la procedura per installare il sistema operativo libero per eccellenza). Sembrava che tutto filasse liscio, a parte qualche attimo di terrore per aver creduto che nonostante aver letto le guide e fatto le cose con calma, si fosse comunque formattato l’intero disco annientando completamente Uindovs sette già installato, e tutti i dati salvati, e mannaggia… Tutto a posto, funzionava, sembrava veramente massiccio. Rientrato a casa dopo un’intera giornata fuori, il signore accendeva il PC, caricava Ubbbuntu, che sembrava andare; poi andava un po’ di meno; poi non installava gli aggiornamenti; poi allora boh, aveva provato a riavviare, caricando però Uindovs sette (il quale fa un controllo rapido del disco); funziona, a parte il triste avviso; si riavviava nuovamente il PC, provando a caricare Ubbbuntu: non sale il sistema, ACPI Error : [NLVD] Namespace lookup failure, eccetera eccetera.

Morale della favola: una femmina vuole chiavare? Bisogna essere presenti nelle cose. Il software in uso potrebbe essere contraffatto.

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