Carezze dal sottosuolo

Turbamenti d’animo, sai, quei fatti ammorbanti
Viscidume di parole espresse in metriche smerze
Come se il verso rendesse il turbamento più nobile!
 
Io mo’ ti dico: non è amore quello che sta supplicando
Non confondere la robaccia di scarto rimasta dentro –
Riemersa per questo graffio – da errori del passato
 
Sei abituato al disprezzo degli altri, ne sei consapevole
Sei abituato al disprezzo dei tuoi sentimenti, lo sai bene
E amando quella persona, hai provato a capire i perché
 
Che cosa dunque ti ferisce? Dimmelo: non è il disprezzo
Non è l’essere sminuiti, il tuo affetto per te è più grande
Non è l’idiozia di questi rapporti orribili e finti. Cos’è?
 
Hanno emesso la sentenza, non è tolta l’etichetta
Sei diverso, sei diverso, sei diverso. E tu sei solo
E ti interroghi, cupo, ma non capisci i tuoi perché
Nel desiderio di amare, che urta su questo velo
Opaco, scadente, triste, che ti copre il cuore
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