Sotto una nuvoletta d’ansia

Apri l’armadio e vedi in che stato si trova: disordine.
Non si trova niente. Cercavi quel vestito a fiori,
lo comprasti ad una festa musicale, scelto per la sera
che ti aspetta. E come la passerai? Ti lamenti, ancora
che non è iniziata, già sai come andrà, chi sarà con te,
che ti dirà parole ininfluenti, ronzanti come mosche,
come la gente che frequenti, per obbligo, mai in libertà,
non sia mai dovessi essere te stessa, saper dire di no.

Torni a casa, con lo stesso disordine, ti svesti.
Avevi scelto un altro vestito, non sapendo cosa mettere
hai preso la prima cosa che hai trovato, una specie
di camicia olezzosa, che ti sta pure male, non era adatta
ma tanto, tanto la serata com’è andata? Che ti han detto,
che hai fatto, cosa è cambiato? Sei salita accompagnata,
meno male: puoi passare un paio di minuti sola con uno
sconosciuto, andrà via. Un’altra giornata, l’armadio in disordine

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