La presunzione del pene

Sulla strada che porta alla conoscenza e alla deboscia, passeggiano due tipi un po’ strani e un po’ dubbiosi. Pare stiano discorrendo da tempo, dal mattino presto, su tutto quello che si vede e si sente e si tocca. Incuranti del passare delle ore, continuano a discutere, arrivati a un punto spinoso e senza riuscire e mettersi d’accordo.

Clitoria: Ti dico che è fin troppo sopravvalutato, in tutto: sia per la forma – che è tremenda, fammelo dire! Oblungo e pendente verso un solo lato, ricurvo come ad angolo smussato al centro – sia per la sua funzione: banale, semplicemente banale.
Glandio: Oh! Ma quale giudizio mi esponi con così tanta boria! Proietti solo una tua falsa immagine, sei negligente, tralasci dati di vitale importanza. D’altronde è palese, vista quell’altra forma… Ecco, parliamo della forma: odiosa, incomprensibile, mutevole, misteriosa, stazzonata. Non è mai chiaro quello che dite.
Clitoria: Non si può che essere lusingati dalle tue parole! Ho ragione io: è un organo superiore in tutto, ecco perché è così maltrattato!
Glandio: Un organo “superiore” è quantomeno eccessivo, quello semmai è il nostro cervello, e qui non lo vedo funzionare.
Clitoria: Semmai non funziona il tuo. E non funziona perché l’afflusso di sangue va in quel sol punto. Oh come siete banali!
Glandio: Ti ricordo che quello perde continuamente liquidi e capita pure che ne riceve, roba che può sconvolgere!
Clitoria: E cosa dovrebbe sconvolgere? È la Natura! Sconvolge invece la vostra continua presenza, invadente e superficiale, in tutta la società. Il problema deriva tutto da lì. Ma noi non possiamo accapigliarci su questi miseri giudizi, dobbiamo avere chiari i fenomeni, saperli distinguere e definirli con lessemi chiari, se no a cosa serve il nostro linguaggio? Voi pare vi esprimiate a mugugni e urlate per dimostrare chissà che, ti dico che non c’è bisogno, basta essere precisi. Dicevamo allora, tornando al punto di partenza, che parlare di pene e vulva in termini dialettici non porta da nessuna parte.
Glandio: Ma non si può accettare, esistono delle differenze palesi, e per me il pene è superiore. O sicuramente è inferiore la vagina e tutto il resto.
Clitoria: Rabbrividisco e mi turba la tua ignoranza. Sembrano bestemmie e non enunciati! Cosa ti rende così sicuro di te? Il pene, senza dubbio! E questa sarà la vostra rovina. La dannazione e la rovina dell’uomo non è la vulva bensì il pene. Guardatevi: credete di possedere il mondo, e solo perché lì sotto avete tutto chiaro e a portata di mano; facile da maneggiare, fa sempre le stesse cose, è limitato, funziona solo in due tempi, pochi secondi di gloria e si ritorna nel nido. Da vedere non sempre è piacevole, è sensibile all’ansia e può essere pigro. Veicola dalla stessa parte le sostanze, e non è mai pulito. Un pene da solo non serve a niente, è inutile. Cosa dire della vulva, invece? Oh, la vulva è meravigliosa! E sia chiaro una volta per tutte: vagina e vulva non sono sinonimi. Sono due termini diversi per un organo delicato e complesso. La vulva ti chiede attenzioni, è sensibile e vuole essere ascoltata. Non come quel coso coi sacchetti appesi. Devi parlarle e saper argomentare, altrimenti non ti rivelerà nulla di sé. Va trattata bene, con delicatezza ma anche con decisione. È bella da vedere, le sue linee sono perfette e uniche, come le linee del monte di Venere visto di profilo, dove sotto si nasconde. Dimmi se vedi un altro organo più interessante? E poi c’è il clitoride! Il segreto è tutto lì. Non ce n’è una uguale, non potrai fare sempre lo stesso discorso a tutte. Una vulva contempla la solitudine, anzi è preferibile. Ti aiuta a conoscerti, ti fa un sacco di regali. Cosa te ne fai di un pene? Un pene se ne sta lì, mogio mogio, sa guardare solo in basso o solo in alto, di rado guarda avanti. È un organo sopravvalutato perché è futile e semplice. La vostra erezione è solo un inutile vaneggiare, destinata a fallire.
Glandio: Semplice glorificarsi senza guardare i propri difetti. Invidia, tutta invidia di un organo maestoso. Un pene sa cosa deve fare, è consapevole. Non perde tempo in chiacchiere, dice sì o no; ammette la sua insicurezza, fa sentire la sua forza, manifesta la sua volontà. Porta la vita in un estremo atto di potenza. Non procura troppi fastidi; è funzionale, non è “semplice”.
Clitoria: Per non parlare delle dimensioni…
Glandio: Le dimensioni non contano! Questo è un falso problema!
Clitoria: Ma la realtà sembra diversa.
Glandio: Ignoranza! Solo ignoranza! Lo sai bene che le dimensioni del pene sono un falso problema. Ma che discorso assurdo! Mettiamo pure si abbia a che fare con un pene sovradimensionato, cosa ne fai? Dove lo metti? Perché non dici le cose come stanno?
Clitoria: Se invece di pensare sempre al vostro pene e a come soddisfarlo pensaste ad altro sarebbe tutto più semplice. È vero, la vagina è fatta dalla Natura per accogliere quello che deve accogliere, si adatta all’organo che riceve, è democratica. Come se voi foste il centro del mondo o fossimo a vostra disposizione poi, bah.
Glandio: Non mi hai parlato dei difetti, non sei onesta. Io inorridisco al solo pensiero del sangue, non voglio nemmeno immaginare al ciclo mestruale. Il pene non ha di questi problemi.
Clitoria: Perché è un capolavoro anche sotto questo aspetto! Affascinante, è tutto ordinato, come la rotazione terrestre, l’orbitare dei pianeti attorno al Sole. Si sfalda la mucosa dell’endometrio, fuoriesce sangue, meccanismo complesso tutto progettato dalla Natura, non c’è nulla di scandaloso. Pensa solo a quanta sofferenza causata non dalle mestruazioni, ma dai pregiudizi e tabù delle diverse culture e società riguardo le mestruazioni. Che sapete voi, che pretendete di avere un organo così forte e importante eppure avete una vita tanto facile.
Glandio: Vita facile? Qui vengono meno tutte le teorie, inutile continuare questa disputa. Nemmeno hai idea delle ansie e delle pressioni cui è soggetto un organo tanto “semplice”. Credete che avete problemi solo voi, sempre pronte a lamentarvi. Una vulva se ne sta lì nascosta senza fare niente, fugge dai problemi.
Clitoria: Naturalmente, la colpa è sempre della vittima. Non mi aspettavo questa regressione di pensiero da una mente così fine. Una vulva è come una porta – posso dire banalmente. Può scegliere chi far entrare, ma non decide la sorte dell’altro, che pure ha le sue responsabilità.
Glandio: Continueremo fino a domani e ti dico che resterai sempre della stessa idea, non c’è niente da fare. Per me siete inferiori, lamentevoli e stupide, altro che complesse, e così è la vulva.
Clitoria: Penso che siamo solo diversi. Stiamo parlando del niente, abbiamo sbagliato dall’inizio di questa nostra passeggiata, amico mio. Tutto è ordinato affinché possiamo unirci e stare insieme, così come possiamo scegliere di essere separati, e continuare a vivere già completi, senza dipendere uno dall’altro. Guarda il nostro corpo e vedi come è fatto affinché possa essere vicino a un corpo diverso, e conoscerlo per quello che è, come lo ha fatto la Natura e come sceglie di essere. È l’incontrarsi quello che conta, qui stiamo facendo solo sofismi! Quando verrà il giorno che pene e vulva si incontreranno veramente?

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