Considerazioni sul fatto che non sei una puttana

Piccola premessa: questo pezzo lo scrissi tempo fa come nota su Facebook, così senza motivo. Nel riportarlo qui in uno spazio un poco più sistemato ho preferito non cambiare nulla, il pezzo mi suonava meglio così com’è. Il contenuto non cambia anche se troverai delle piccole incongruenze (è un blog e non Facebook!), può restare scritto così. Buona lettura!

La primissima considerazione da fare è che io, a 23 anni, mi trovo davanti ad un portatile (che non è manco mio) con un po’ di anni nei circuiti e con sistema operativo Windows XP dismesso da Microsoft a scrivere – o meglio, a provare a scrivere – di un tema che magari avrai già intuito, o avrai maliziosamente pensato cose su di me che – te lo dico già – stanno solo in capa a te perché qui non si tratta di contesti di massa, di gente di paese, della fessa che finisce ‘nmano ‘e ccriature (qui non finisce in mano a nessuno, in effetti), ma di accadimenti esclusivamente casuali. Da qui possono essere estratte altre due piccole considerazioni: la prima – più importante – è che qui non si parla di nessuna persona vivente o che esiste nel mondo reale, perché io non sono una femmina che mi metto a cantare i fatti miei alla gente; avessi avuto un problema lo dicevo a te? Poi credo che in ogni caso sparlare alle spalle o pubblicamente, soprattutto di una tipa – in tono negativo come anche positivo – sia un atto non particolarmente elegante o indice di probità e coraggio, cioè non è un comportamento ra ommo, e qui si cerca di fare le cose per bene; la seconda considerazione ad essere sinceri l’ho dimenticata pensando a scrivere il periodo precedente, però credo riguardasse il fatto della scrittura in sé, ovvero: amici, non scrivete se volete chiavare. Scrivete se vi piace o volete esprimere qualcosa, ma non se volete acchiappare perché la maggior parte delle femmine tiene la morte nell’anima e uno scrittore potrebbe solo ammorbarle. Un consiglio in questo caso potrebbe essere di mettervi a fare gli idioti (mettervi a fare, non esserlo), stare tranquilli e senza inceppi in testa e soprattutto ragionare per fatti vostri e avere il coraggio di scetarsi la mattina, forse una pure si dovrà interessare a voi, ma resto dell’idea che in quest’epoca le femmine non si portano più, la maggior parte di loro ha litigato con la vita o non sa campare e si accontenta di vivere ad un livello non troppo alto, mettersene una vicino è quasi sempre un danno o ‘na perdita ‘e tiempo.

La seconda considerazione da fare è che sto scrivendo su Facebook, quindi tutto questo non ha alcun valore né dignità letteraria, se non fornire un ulteriore segnale che farà pensare ai pubblicitari che sono ricchione (mi dispiace ma non lo sono, nutro anche un profondo disprezzo verso i genitali maschili, sono l’organo più brutto esistente in Natura), mi sto rendendo anche conto che l’impaginazione e il programma per scrivere qua sopra fa pure cacare. Oltre a questo, è tornato in camera il mio coinquilino e non posso fare troppo rumore battendo la tastiera perché deve riposare, l’unica luce è quella del monitor e mi sto cecando gli occhi.

La terza considerazione da fare è farti rendere conto di quante cose abbia scritto senza dire essenzialmente nulla di importante, e del fatto che sto scrivendo comunque, indosso un pigiama e prima ho mangiato una mela e una tavoletta di cioccolata al latte riflettendo su questa cosa, e adesso allora si può entrare nel vivo della questione: perché non sei una puttana.

Ammettilo che la parola “puttana” ti infastidisce ed evoca scenari fastidiosi o il ricordo di pericolose rivali infiltratesi nella tua vita che fanno cose che tu – per decine di buoni e ottimi motivi – mai ti sogneresti di fare. Se volessimo essere precisi, quello della puttana è un dignitoso lavoro che molte donne hanno scelto di fare (potrà sembrarti inconcepibile, ma è stata una scelta consapevole, e tu non c’entri nulla, non stare in collera), questa parola dovrebbe esprimere solo questo, avere solo valore di sostantivo. Per forza di cose, qui si userà con valore aggettivale, in poche parole per indicare persone che amano se stesse ed altre persone, mi piace descriverla così. È opinione diffusa pensare che un individuo femminile che ascolti i suoi desideri e magari – evviva! – provi a metterli in pratica con chi più le aggrada sia una persona immorale e indegna. Ed è un modo di pensare un po’ strano e ambiguo, cioè: che c’entra la moralità di una persona con la sua vita sessuale? Si può pensare per ovvie ragioni che una persona sia sessualmente immorale nel momento in cui obbliga qualcuno ad assecondare i suoi desideri (anzi, le sue voglie, il desiderio è un qualcosa di più prezioso e ineffabile). Una persona che chiava è una persona che chiava, una persona che non chiava è una persona che non chiava. Non è più semplice e giusto così?

La quarta e ultima considerazione da fare è l’improbabile virata verso la seriosità che sta prendendo il pezzo, e quindi il suo essere futile, oltre al fatto che mi sono sfasteriato e voglio andare a letto. A quest’ora [sono le 2:00, comunque prima sono andato a mangiare un’altra mela, pure per muovermi perché mi scoccia stare troppo tempo fermo, ho perso un po’ di tempo] potevo stare là vicino a te a fare qualsiasi cosa si poteva fare, anche leggere, dialogare (non chiacchierare), farmi capire i guai che tieni, dirti che hai un buon odore e altre cose che mo’ non voglio dire perché mi sfastareo e mi metto scuorno. Non era necessario o fondamentale scombinare la tua vulva, sai? (spero che nel terzo millennio si conosca la differenza tra vagina e vulva). Ma questo non è possibile, perché tu non sei una puttana. Sei una persona indecente. Non vuoi essere amata, e strozzi l’amore degli altri. E siamo a decine e decine e decine che ora potrebbero stare là, vicino a te. Hai il potere di scegliere, cosa che per il mio sesso è molto più rara, noi siamo più limitati. L’uomo è uno spazio definito, la donna è un abisso. Che ti devo dire, se volessi poi addentrarmi nell’oscurità delle tue ansie non ne esco più, e diventerei ancora più ammorbante. Dici di no per paura o per legittima scelta? Oh, i tuoi “no” non sono letali, la vita continua, puoi esprimerti. È triste la condizione di chi vive dipendente dal tuo consenso, ha dimenticato che si può fare altro. Altro che a questo punto non include più la tua persona.

Sei solo una brava ragazza di merda.

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