Una biografia in una città europea

Io sono un delinquente.

Sono arrivato qui grazie alla mia ambizione, alla mia sfrontatezza, alle mie conoscenze. Non è difficile fare questo ruolo, se hai il cinismo necessario.
Vengo da un paesino non troppo lontano da questa terra, sono nato in mezzo a capre e pastori. Poi ci trasferimmo qui. Sono cresciuto con gli ideali politici del periodo serio degli anni ’70. Molti ragazzi si sono perduti. Una generazione di alienati.

Ho cominciato dal basso, come fanno tutti.
La mia ascesa comincia negli anni ’90. L’idea è semplice: sotto una facciata di “progresso” faccio quello che è solo “sviluppo”, cioè erigo cantieri, grandi opere e tonnellate di cemento invece di provvedere con accortezza e precisione per risolvere i problemi, per creare “cultura”. Sono a servizio delle persone serie e dei professionisti che hanno studiato e che hanno tutti gli interessi ad alimentare le loro rendite, a mantenere immutato lo stato di cose in questa terra. La scusa per costruire è molto banale: pulire il degrado e lo stato di abbandono di vecchi edifici per imporre la nostra soluzione, il nostro cemento, i palazzi e le gallerie. Chi vuoi che si lamenti se dici che lo fai per riqualificare uno spazio? Poco importa se gli edifici storici stanno cadendo in pezzi. Dobbiamo fare le grandi opere, di questo abbiamo bisogno.

Non è difficile mettere a frutto l’ignoranza della gente.
Penso che in realtà nessuno mi ami in questa città, tranne forse qualche borghese e chi trae vantaggio da me. Mi scelgono perché vogliono che trovi lavoro ai loro figli. Che si salvi qualcuno dal nulla in cui vivono, dalla disperazione che non si vuole risolvere. Diventano servi consapevoli, infelici che non hanno il coraggio di cambiare veramente la realtà.
Qui funziona da sempre così.

Sono bravo a parlare.
Sono deciso. Sono aggressivo, non mi faccio mettere i piedi in testa. Questo inganna facilmente chi non è abitutato ad ascoltare veramente ciò che uno dice. So come mantenere l’ordine, come intimidire e sopprimere qualsiasi minaccia di contestazione. Mando dei delinquenti a danneggiare immobili e a sporcare, per poi far vedere in televisione, il giorno dopo, cosa fanno queste persone (che fingo di non conoscere), e cosa faccio io per contrastarle. Gente facile da ricattare.
Così ottengo consensi.

Utilizzo in modo fascista le Forze dell’ordine, ovviamente aggredendo le persone più indifese, come gli immigrati, le prostitute, le vittime della malavita. Fa sempre effetto far vedere che stai dalla parte della legalità. Legalità. È vero, ho qualche piccolo processo in corso. Sono stato anche condannato. Alcuni reati sono andati in prescrizione. Ma non mi sono certo dimesso, come vorrebbe la dignità, ed eventualmente uscire pulito da tutto aumentando così il mio prestigio e la mia credibilità. Sono orgoglioso dei miei processi. Perché ai miei amici fa piacere sapere che sono inquisito. Così il prestigio e la credibilità la ottengo tra i vari gruppi di persone di dicutibile provenienza.

A loro sto regalando questa città.
Questa terra deve restare nelle loro mani. Perché nessuno alzerà la voce, sono troppo spaventati, sono troppo distratti. Sto vendendo spazi pubblici a privati. La gente crede che è per il loro bene. Odio questa maledetta burocrazia, non capisco perché si deve chiedere il permesso per aprire un cantiere in uno spazio che è di tutti. È solo mio. Sto anche lasciando un bel ricordo di me. Enorme, come i monumenti degli antichi Romani. La storia di questa città è anche più antica del periodo dei Romani. Ma non mi interessa, perché io sto scrivendo una nuova storia, da qui partirà tutto. Sarò ricordato in eterno, io che sono un pregiudicato, un ignorante, un superbo, un narcisista, un megalomane, un villano, un calunniatore, un tirapiedi, un infame, un cinico ladro di beni e di sogni.

Perché i sogni dei giovani non contano.
Che emigrino tutti, vadano via, si tolgano di mezzo questi pazzi che vogliono cambiare il mondo. Qui non cambia niente. Sono sempre stati quei pochi che hanno deciso della vita della gente e sarano sempre quei pochi a decidere. Il resto non conta niente. Non contate niente anche perché date credito a gente come me, come noi. In fondo è colpa vostra, che avete dimenticato che cos’è la dignità, cos’è l’amore per la propria terra, per la propria vita.

Io sono un grande sindaco.

Salerno

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