Desiderare una giovane vecchiaia

Io voglio diventare vecchio.

Come risposta ad un desiderio ipotetico. Me lo volevi chiedere, ti rispondo così: voglio diventare vecchio, ma solo in senso anagrafico. Senza che il corpo si logori troppo, per continuare a vivere bene, ma da vecchio. Quando senti che sei vicino alla fine del viaggio e guardi le cose con un occhio diverso, consideri tutto come fosse un miracolo – così com’è la realtà: un miracolo – perché non è improbabile che domani ti svegli pure, ma da un’altra parte. Il grosso dei paccheri è passato, vivi con quello che tieni. Voglio diventare vecchio, camminare col bastone.

I giovani non mi piacciono più.
Io non mi piaccio più, voi siete persone potenzialmente ostili, tutti quanti. La gioventù è una truffa. Pericolose ideologie hanno mitizzato i giovani. La gioventù è sopravvalutata. Conosci ancora ben poco di tutto e comunque ti devi muovere, hai il domani davanti, è vero, ma diciamoci la verità: la maggior parte della gente qua in mezzo non andrà da nessuna parte, faremo tutti una fine triste. E non per le difficoltà, i sacrifici, i compromessi, la sfiga, essere nato nel posto sbagliato, i soldi che non ci stanno mai, la crisi e tutti i guai del mondo. Queste possono essere variabili che rendono la tua storia più o meno interessante. Non andremo da nessuna parte perché siamo persone meschine.

Viviamo la giornata nell’attesa delle disgrazie del prossimo.
Ja, lo facciamo un po’ tutti, guardiamoci in faccia. Io sto male? Devi stare male pure tu. Tu stai meglio di me? Adesso mi impegnerò con tutto me stesso, userò tutte le mie energie per farti buttare il sangue. È lo scopo principale della mia vita: dimenticare la figura di merda della mia esistenza distruggendo tutto ciò che non è me e distruggendo me stesso. L’altro da me deve morire. Che sia un lavoratore che chiede di vivere come un uomo, o un migrante, una prostituta, un tossicomane, una persona indipendente, un qualunque Essere Umano (che sono pochi) che non è me, deve stare male.
Ecco perché non andremo da nessuna parte: perché la priorità è non far andare avanti gli altri, funziona tutto al rovescio, a svantaggio di tutti.

E noi giovanotti non siamo liberi da questa merda.
Non siamo veramente capaci di dire: mo’ basta, questa non è vita, non si vive così. Respirando la stessa aria si sono sporcati i polmoni. E giù col livore, il disprezzo, la famigeratissima invidia (la richiesta più disperata di considerazione, la forma più triste di ignoranza), le ambizioni patetiche, i sogni rubati agli altri, questo ha fatto così, quello chiava e io no, quello lavora e io no, quella fa i bucchini e io no, facciamo la rivoluzione!, io sono il più meglio di tutti, quello è un amico mio, lo conosco da anni… fa schifo, senti qua che fa… Tristezza, chiacchiere di paese e basta.

Spero che la vecchiaia arrivi il prima possibile, che la Natura rifaccia ordine. Vivere da vecchi e soprattutto soli, senza il ricatto degli affetti. Se ti voglio bene ti voglio bene sempre, tranquill’. Senza l’obbligo di andare con altre persone, vedendo donne e uomini il meno possibile o soltanto se lo si desidera veramente (amiche, la Natura ha stabilito che invecchiate molto prima degli uomini, iniziate a pensarci a cosa è davvero importante; in compenso vivete più a lungo). Perché sei vecchio e puoi amare veramente, hai la tua consapevolezza.

I sogni non si dicono, le cose preziose vanno protette, ma questa può essere un’eccezione, questo è l’unico sogno: voglio diventare ‘nu viecchiemmerda.

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